PEDAGOGIA


Dalla fine dell’XI secolo e per tutto il successivo, l’Occidente latino fu attraversato da fenomeni sociali nuovi e da un rinnovato gusto per le lettere, l’arte e la scienza. Questi elementi delinearono il volto di quella che è ormai comunemente considerata una vera e propria rinascita dell’Europa.
Accanto ai monasteri cominciarono a profilarsi, spesso all’ombra delle cattedrali di grandi città o di importanti luoghi, scuole che costituivano una novità rispetto al passato e che posero le basi per sviluppi successivi con la creazione delle prime università.

 LE SCUOLE DI CHARTRES E DI SAN VITTORE
Nelle più famose scuole di Chartres http://www.treccani.it/enciclopedia/bernardo-di-chartres/

e di San VITTORE si insegnavano le arti del trivium (grammatica, retorica, dialettica) e successivamente del quadrivium (aritmetica, geometria, astronomia, musica). Bernardo di Chartres, maestro di grammatica nella scuola di Chartres, amava la cultura, classica e cristiana, e profondeva grande impegno nell’insegnarla. Ogni uomo, egli affermava, non può avere che una visione parziale e molto limitata della realtà, ma se è in grado di assimilare la tradizione in cui vive, può vedere e conoscere molto di più di coloro che lo hanno preceduto.

LE SCUOLE DI GRAMMATICA E D'ABACO  https://php.math.unifi.it/archimede/archimede/fibonacci/catalogo/ulivi.php
Dal XII al XV secolo il sistema scolastico europeo presentò notevoli differenze al suo interno, sia per la qualità dell'istruzione impartita sia per la distribuzione di scuole e università nel territorio. Nella prima metà del XV secolo erano ancora molti gli Stati che non avevano un'università e quelle che già erano sorte, per la diversità delle caratteristiche che le contraddistinguevano, non potevano certo essere poste tutte tutte sullo stesso piano.
 Tale disomogeneità e tale incoerenza sono ancora più evidenti se si analizza il livello dell'istruzione di base. Queste considerazioni devono però fare i conti con la carenza di documenti disponibili e con la loro frammentarietà. Legato solitamente all'iniziativa privata e locale, l'apprendimento delle lettura e della scrittura, ma anche del far di calcolo, poteva avvenire sia in casa propria o in quella del maestro, sia in ambienti ecclesiastici o appositamente adibiti allo scopo.


LO STUDENTE E LO STUDIO 
Doti naturali, esercizio e disciplina Tre cose sono necessarie a coloro che si dedicano allo studio: doti naturali, esercizio e disciplina.
Per quanto attiene alle doti naturali, esse si rivelano quando lo studente capisce con facilità ciò che ascolta e lo conserva con memoria tenace; per quanto riguarda l’esercizio, l’allievo dovrà perfezionare
con laboriosità e zelo1 le proprie disposizioni naturali; per quanto concerne la disciplina, lo studente,
con una vita virtuosa, dovrà accordare il suo comportamento alla sua cultura.Esporrò in sintesi alcune
considerazioni di carattere introduttivo su questi tre requisiti.
L'ACQUISTO DEL SAPERE
Arte e natura Invero3, in ciò che è prodotto dalla natura e dall’arte, questa opera come la natura e con gli stessi mezzi.
 Come, infatti, a colui che è ammalato per cagione4 di freddo, la natura restituirebbe la salute dando
 calore, così fa anche il medico; onde5 si dice che l’arte imita la natura. Lo stesso accade nell’acquisto 
del sapere, poiché il docente conduce alla conoscenza delle cose ignote alla stessa guisa che uno, per
 via inventiva, conduce se stesso alla conoscenza di ciò che non conosce. 

Opinione e fede Se invero uno propone ad un altro cose che non sono incluse nei principi per sé noti, o che non sembrano  non produrrà in lui un sapere, ma forse opinione o fede; benché anche questo sia
 causato in qualche modo da principi innati10. Infatti in forza degli stessi principi per sé noti uno
 considera che quelle proposizioni, le quali derivano necessariamente da essi, sono da ritenere con
certezza, mentre quelle contrarie ad essi sono da respingere; per le altre proposizioni, invece, può dare
 o meno il proprio assenso.


nuova religiosita'

Durante l'Umanesimo nacquero inoltre diversi 
nuovi movimenti religiosi: tra i più importanti troviamo la corrente mistica originata da Dionigi l'Areoplagita (V-VI) che, influenzata dal neoplatonismo, proseguì poi con le opere teologiche di Pietro Lombardo e di Alberto Magno.
Tale corrente di pensiero era indirizzata alla riscoperta della 
vita interiore, al discorso evangelicoe al cristianesimo e rifiutava la teologia medievale. Partendo da questa corrente di pensiero nacque inoltre un movimento che univa chierici e laici: i Fratelli della Vita Comune; tale movimento fu estremamente importante anche per quanto riguarda l'educazione nel contesto della rinnovata spiritualità cristiana.


Il linguaggio letterario, la lingua greca e la nascita della filologia

                                                               

Tutti i primi grandi 
umanisti furono personalità religiosePetrarca è uno dei principali esempi. La patristica consentì una svolta che permise di cogliere l'importanza della cultura classica: fu proprio quest'ultimo un elemento distintivo dell'umanesimo. 

Altro elemento affermativo dell'ideale umanistico è la riscoperta della cultura greca: i primi umanisti appresero la lingua greca da dotti bizantini e tramite tale lingua scoprirono la bellezza della letteratura. Fu quindi aggiunto alla formazione dell'uomo colto lo studio della lingua greca in concomitanza a quella latina.
Inoltre fu proprio grazie a questa riscoperta da parte degli umanisti che nacque la 
filologia tramite lo studio degli antichi manoscritti. La filologia divenne ben presto uno tra gli oggetti portanti dell'istruzione del tempo. Insieme ad essa riacquistarono importanza ance l'eloquenza ( arte di esprimersi con persuasività) e la dimensione emozionale dell'uomo (soprattutto per quanto concerne il suo rapporto con il divino). 


affermazione dell'umanesimo




L' 
Umanesimo inizia ad affermarsi a partire dal XIV e si caratterizza per una particolare tendenza a svalutare il Medioevo soprattutto dal punto di vista teologico e per la nascita di un pensiero nuovo correlato ad una uova visione della vita. Il termine umanesimo deriva dal concetto di humanitas: tramite questa corrente di pensiero si vuole infatti porre l'attenzione sul valore dell'uomo, inteso come un essere che si colloca tra la natura e lo spirito.
I primi esempi di umanesimo sono da alcuni ricondotti addirittura a Dante Alighieri, tuttavia colui al quale si attribuisce il ruolo di "fondatore" di tale corrente è 
Francesco Petrarca. La sua produzione letteraria è costituita principalmente da testi in latino, lingua alla quale egli attribuiva particolare importanza.


L'ORGANIZZAZIONE DEGLI STUDI

Con l'Umanesimo anche l'organizzazione degli studi subisce un forte cambiamento; fino a quel momento la scuola era stata prettamente un luogo frequentato di giorno e le lezioni erano svolte principalmente durante la mattinata o nel primo pomeriggio. Con gli umanisti vennero invece adibiti dei veri e propri collegi detti "case" dei quali la più famosa fu certamente la Ca'Zoiosa di Vittorino da Feltre. In tale scuola gli allievi vivevano a stretto contatto con i loro insegnanti, mangiando con loro e passando insieme anche il tempo libero. La scuola umanistica è quindi un luogo in cui si vive 24 su 24. Il maestro inoltre non si occupa unicamente della trasmissione del sapere, bensí anche dello sviluppo  morale degli allievi.
Gli allievi delle scuole umanistiche hanno molta libertà, possono esprimere liberamente il loro pensiero e la loro creatività. In tali scuole infatti il valore educativo è alternato a momenti di svago e gioco.



 La scuola e l'umanesimo


Con la nuova concezione umanistica cambia anche l'organizzazione scolastica. Nelle varie scuole e nei vari collegi europei si iniziò ad impartire un'istruzione prevalentemente a carattere letterario: si ripresero infatti contenuti legati ad autori come PlatoneCiceroneAgostino e Quintiliano. Particolare attenzione venne posta specialmente sulle opere di Quintiliano, egli descrive infatti, in una di queste, l'educazione dell'oratore che diventa fondamentale in quanto funge da modello per le classi superiori; infatti, per esempio, coloro che svolgevano attività politiche necessitavano anche di una buona padronanza dell'eloquenza. 
Questo però fece si che si sviluppasse nell'umanesimo un grave problemal'elitarismo. Questo consisteva nella diffusione degli ideali educativi unicamente negli strati più elevati della società. 
Per quanto riguarda le istituzioni scolastiche, significativo fu il passaggio da un sistema costituito principalmente da grandi università ad uno basato su grandi collegi residenziali. Durante l'Umanesimo, inoltre, molti educatori ebbero iniziative individuali che comprendevano la volontà di accogliere in casa loro o in strutture adibite, gruppi di giovani dei quali curavano ogni aspetto della crescita. Tali strutture sono chiamate convitti umanistico-rinascimentali.

La pedagogia umanistica

I principali punti che contraddistinguono la pedagogia umanistica sono i seguenti:
la nuova concezione della natura e dell'esperienza: essa ha implicato un allontanamento dalla ricerca   scientifica e un avvicinamento alle arti occulte o taumaturgiche legate per esempio alla visione           neoplatonica e alla cultura ebraica (cabala);
il realismo politico: l'allontanamento tra la politica e la religione;
la continua ricerca del vero: tale ricerca è puntata al futuro e infinita;
un forte orientamento al futuro;
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la creatività e l'autonomia : il pensiero diventa maggiormente autonomo e anche la creatività umana viene maggiormente esaltata;


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