SOCIOLOGIA
LA NATURA
Tutto ciò che ci circonda è parte integrante della natura:
vestiti, case e automobili sono fatti di sostanze naturali, manipolate
artificialmente. Per fino i gas di scarico delle automobili sono una sostanza
"naturale" tanto quanto l'ossigeno, elemento indispensabile della vita.
Ciò che chiamiamo "mondo umano" è un angolo di natura molto
particolare.
Chiameremo mondo della natura l'insieme di tutto ciò che ha
una sostanza materiale, sia manipolato dall'essere umano oppure non manipolato.
LA CULTURA
I prodotti dello spirito umano sono ciò che chiamiamo
"cultura". Pensieri, discorsi e sentimenti convergono a formare opere
d'arte, letterarie, musicali: tutto ciò di cui, per esempio, trattano le pagine
culturali di un quotidiano. Ma la cultura non si esaurisce in questo.
La cultura è il complesso di tutti quei comportamenti umani
che non si possono spiegare sulla semplice scorta delle leggi della natura,
perché nascono non solo dall'insieme dei movimenti fisici e degli stati
biologici dell'essere umano, ma anche dai suoi pensieri, dalle sue intenzioni,
dalla sua volontà.
La cultura è tutto ciò che viene prodotto dallo spirito
umano.
Ognuno vive in una certa cultura e agisce quotidianamente
secondo le regole dettate non dalla natura ma da "atteggiamenti
culturali":ha un proprio orientamento rispetto alla religione, veste
secondo una certa moda o tradizione, si comporta secondo modelli appresi
nell'infanzia tramite l'insegnamento impartito dai genitori.
IL COMPORTAMENTO DELL'ESSERE UMANO E QUELLO DEGLI ANIMALI
Gli animali non vivono, come l'essere umano, in un mondo di
prodotti dello spirito. Essi appartengono al mondo naturale, non a quello
culturale.
Ciò che caratterizza il comportamento degli esseri umani e
lo differenzia da quello degli animali è la prevalenza degli elementi appresi
dai genitori e dagli altri membri adulti della società.
Le quattro tipologie dell'agire sociale
L'agire degli individui di una società moderna è dettato prevalentemente da tre forze, le prime due presenti già nella società premoderna e la terza di carattere innovativo: l'affettività spontanea, la fedeltà alla tradizione e la ragione. Quest'ultima è intesa come una "consapevolezza progettuale" ossia capacità di prevedere le conseguenze delle azioni e cambiare il proprio comportamento in base a tali conseguenze. Weber osserva che con la razionalizzazione, nella società aumentano le azioni compiute in nome della ragione che calcolano quindi i propri comportamenti in vista di conseguenze successive. Le persone si comportano sempre di più in vista dello scopo da raggiungere.
Giunto a questo punto Weber osserva che le varie azioni sociali sono classificabili secondo dei tipi ideali. Tutte le azioni sono quindi riconducibili a dei modelli fondamentali di agire:
AZIONE AFFETTIVA, modello di ogni azione che soddisfa un bisogno in maniera immediata;
AZIONE TRADIZIONALE, azioni compiute per abitudine;
AZIONE RAZIONALE, azioni basate sulla riflessione razionale; essa può basarsi su 2 diverse forme, può essere orientata al calcolo dei mezzi per raggiungere uno scopo o alla scelta di un determinato comportamento che rispecchia un valore al quale si aspira. Le azioni razionali possono dunque essere "razionali rispetto al valore", dettate da convinzioni o "razionali rispetto allo scopo" dettate da necessità di raggiungere appunto uno scopo.
L'etica protestante e lo spirito del
capitalismo
Secondo Max Weber, nell'ambito della religione, la razionalizzazione trova espressione nel protestantesimo ma soprattutto nel calvinismo. Uno dei punti principali trattati dalla dottrina teologica calvinista è la predestinazione: il nostro destino è già da sempre segnato e di conseguenza la nostra dannazione o salvezza dopo la morte. Probabilmente chi avrà successoin questo mondo otterrà la salvezza nell'aldilà. Per ottenere tale salvezza, la maggior parte dei protestanti spinta dal desiderio di realizzare questo volere, ha ambito nel corso della propria vita al raggiungimento del ruolo di imprenditore privato. Nacque così il capitalismo: ogni lavoro viene svolto con l'obiettivo razionale del guadagno oltre che del successo economico. Il capitalista investe sulle proprie ricchezze al fine di ottenerne altre. Originariamente tale fenomeno si presentava molto legato allo spirito religioso calvinista: le credenze religiose sono spesso la causa di avvenimenti in campo economico.



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